mercoledì 31 luglio 2013

TRATTORIA BAR CACCIATORI

Piazza Tassoni, 3
Pompeano di Serramazzoni (MO)
Tel.  0536 958141

Per sfuggire al caldo della Pianura Padana, siamo scappati verso gli Appennini ,più precisamente a Pompeano di Serramazzoni, per pranzare con un pó di fresco. Per raggiungere il ristorante dovete seguire per la rocca di Pompeano,poi arrivate in centro(tre case...)e il ristorante ve lo trovate sulla destra,sotto la rocca. Per entrare in trattoria dovete passare fra i vecchi del paese che sono lì all' ingresso del bar a fare delle chiacchiere e a bere dei bianchini. Appena entrati si ha davanti il bancone del bar per poi proseguire nel ristorante vero e proprio,molto semplice e tradizionale,con le foto in sequenza  delle Rezdore che piegano i tortellini. Il menù è tradizionale,rigorosamente detto a voce,con anche portate di cacciagione.
Come primi si può scegliere fra  pappardelle al sugo di cervo, tortellini in brodo e alla panna, gramigna alla salsiccia, tagliatelle al ragù e gnocchetti con peperoni e salsiccia. Abbiamo optato per le tagliatelle e i gnocchetti. Gnocchetti saporiti ma non arroganti mentre  le tagliatelle avevano un ragù decisamente eccezionale, saporito e gustoso,proprio fatto in casa,con un dito di unto sul fondo del piatto che è sempre segno di benessere!
Come secondo è possibile scegliere fra diversi umidi alla cacciatora, stracotto di somaro e cotoletta. Decisi di fermarci solo al primo abbiamo appunto ordinato anche due cotolette... la cotoletta ce l'hanno presentata non con la solita impanatura  ma come se fosse gratinata. Questo la rendeva più delicata ed estiva ma sicuramente preferisco la panatura tradizionale.
Come vino abbiamo scelto un lambrusco sfuso in caraffa che si abbinava direi egregiamente al menù.

La spesa: eravamo in due e per due primi, due secondi, due contorni, due caffè, acqua e mezzo litro di lambrusco la spesa è stata di 38 euro.

Giudizio: 4 tortelli su 5 senza ombra di dubbio. Forse non è la stagione più propizia per andarci ma per settembre io lo metterei in nota!

mercoledì 26 giugno 2013

Consigli DiVini (e di Cibi)n.4

Cari Amici volevo segnalarvi che da domani 27/06 fino al 16/07 c'è la festa del Pd di Vignola dove,anche per quest'anno, sarà presente l'Osteria della Vacca Bianca degli amici di Slow Food Vignola! Assolutamente da non perdere!
info  http://www.festademocratica.it/doc/256088/festa-democratica-di-vignola.htm
Ci vediamo lá!

venerdì 8 marzo 2013

GIOVEDI' GASTRONOMICI 2013: Hostaria Il Baüscia

Quest'anno , per i giovedì gastronomici 2013, abbiamo provato un ristorante a Castelnuovo: Hostaria il Baüscia, un ristorante che propone piatti sia milanesi che modenesi.
Il termina deriva da un vocabolo del XX secolo che indicava le persone che aiutavano i turisti della Brianza a trovare botteghe e artigiani in cambio di denaro. E' un vocabolo dialettale che indica, inoltre, uno sbruffone.
Essendo un giovedì gastronomico, il menù era fisso e i piatti erano tutti modenesi.
Il locale è proprio in pieno centro a Castelnuovo, nella piazzetta dietro alla famosa statua di sua maestà “il maiale”, è piccolo, molto intimo e romantico con lucette e candele a fare atmosfera, bottiglie pregiate in esposizione e vasi pieni di tappi di sughero ad arredare.
L'oste, molto cordiale, ci accoglie con un prosecchino di aperitivo poi apertura delle danze con calzagatti: 4 fettine di polenta fritta e fagioli che fanno egregiamente il loro dovere di apertura di stomaco. Veramente accattivanti!
Come primo “Ombelico di Venere”: tortellini in brodo. Tortellini piiiccoli piccoli, con pasta e ripieno decisi e buonissimi. Il brodo molto saporito ma ho trovato il tutto eccezionale.
Di secondo ci viene servita la “Pietra Nera”: un filetto di maiale bardato con pancetta e semi di papavero in crema di zucca. Il filetto si presenta, appunto, avvolto da pancetta e ricoperto di semi di papavero appoggiato su un letto di crema di zucca: filetto morbido, cotto senza esagerare in modo che rimanesse morbido con la dolcezza della zucca che contrasta il sapido della carne di maiale. Molto buono.
Doverosa nota di merito per delle mini focaccine all'olio come accompagnamento ai piatti della serata: abbiamo fatto il tris! Spettacolari! 
Alla fine, come dolce, ci sono state proposte le “Gigette”: delle piccole tortine di origine francese, caramellate fuori e morbide all'interno, aromatizzate con vaniglia e rum da intingere in una crema calda allo zabaione.
Per il vino abbiamo scelto un Corvina Veronese in purezza “La collina dei ciliegi – Il Corvina”, IGT, 2011. Vino rosso rubino intenso, di corpo, molto gradevole.
Per concludere caffè, sambuche e grappe senza dimenticare il finale, molto apprezzato, con un vasetto di caramelle gommose offerto dall'oste.
La spesa è stata di 37 euro a testa per 5 antipasti, 5 primi, 5 secondi, 5 dolci, 2 bottiglie di vino, 3 di acqua, 4 caffè, 1 sambuca e 2 grappe ma, essendo per i giovedì gastronomici, il prezzo era fisso e concordato. In ogni caso, per quel che mi riguarda, trovo il Baüscia un ristorante moooolto interessante e spero di tornarci presto per provare il menù alla carta e le specialità milanesi.

martedì 8 gennaio 2013

Trattoria La Morina



Trattoria La Morina
C.G. Garibaldi 24/D
Reggio Emilia (RE)
Tel. 0522 431140



Anno nuovo, nuove recensioni e, per la prima recensione di quest' anno, mi sono spostata in “terra straniera”, al di là del Secchia: Reggio Emilia. Quindi, cari amici modenesi, la terminologia, perdonatemi, è quella che è!
Scherzi a parte, con alcune amiche, sabato sera, siamo andate nel ristorante “La Morina”, ristorante in centro vicino alla Basilica della Ghiara.
La trattoria, il cui nome è dedicato alla nonna del titolare Giuliano detta appunto “La Morina”, ripropone i piatti della tradizione reggiana come i maccheroncini al sugo di lumache o la trippa, con  materie prime acquisite prevalentemente da allevatori locali.
Ma veniamo a noi.
Il ristorante occupa un locale al piano terra come un negozio normale e, generalmente, questo non mi piace granchè perché non amo molto mangiare in vetrina. Invece, appena dentro, l’atmosfera è calda, rustica e accogliente, tipica di una trattoria degli anni ’70 e le vetrine sono sapientemente nascoste da tendine in pizzo “della nonna” in modo da avere un clima più intimo e raccolto.
Per iniziare abbiamo deciso di prendere un po’ di antipasti misti come Erbazzone fatto in casa, un piatto di salumi misti con pancetta, salame, Crudo di Parma, Parmigiano Reggiano e Culaccia di Fontanellato (praticamente è un Culatello ma con la cotenna) il tutto preso da allevatori locali. Salumi veramente buoni e erbazzone veramente delicato. Ottimi.
I primi: in molte non abbiamo resistito a una bella tazza di brodo caldo quindi  4 cappelletti (cappelletti???? Vabbè...)in brodo di cappone e manzo serviti nella scodella e un tortellone di zucca. Cappelletti buonissimi, impasto molto omogeneo, anche se generalmente preferisco una grana dell’impasto meno fine, brodo saporito senza eccedere. Il tortellone invece, rilasciava una nota di amaretto in perfetto equilibrio con la zucca in modo da non sovrastarla. Spettacolari.
I secondi: Polpettone della nonna bollito servito con spinaci e salsa verde fatta in casa, stracotto di ganassina (guanciale di manzo) con polenta morbida, coniglio arrosto con patate, trippa in scodella alla reggiana.
Partiamo dalla trippa. Ok. Lo ammetto. Sono, come si suol dire, da allevamento: incuriosita dalle frattaglie mi sono lanciata in questa trippa. In pratica vi arriva una scodella di caffèlatte piena di trippa in umido. Niente. Non andava giù. Ma colpa mia che non avevo mai mangiato la trippa e non sapevo come fosse. Comunque per i neofiti come me considerate che la trippa tende ad avere una consistenza un po’ molliccia e, da digerire, risulta un po’ impegnativa.
Polpettone:  sapore buono ma un po’ pesante. Salsa verde fatta in casa deliziosa dove spiccava una punta di aglio notevole ma gustosissima.
La ganassina era tenerissima e saporita anche se la polenta era un po’ insipida.
Il coniglio con patate era morbido senza essere secco. Perfetto.
Il tutto innaffiato da un litro di vino sfuso della casa: un rosso frizzante un po’ povero di struttura a mio riguardo.

Passiamo alle note dolenti: la spesa.
Eravamo in 5 e per 4 antipasti, 5 primi, 5 secondi, 1 litro di vino sfuso della casa, 3 dolci e 3 caffè abbiamo speso 37 euro a testa.

Giudizio finale: 3 tortelli su 5. Nonostante la qualità dei piatti e degli ingredienti sia davvero ottima, ho trovato che la spesa di 37 euro sia stata eccessiva visto i piatti caserecci (trippa, coniglio, polpettone) e il vino sfuso. Provatelo, ma quando il vostro portafoglio è in piena forma!